Decreto PNRR pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio.
La base normativa è stata introdotta con il DL 45/2025, poi convertito, che ha inserito nell’art. 399 del Testo Unico Scuola (D.Lgs. 297/1994) il meccanismo degli elenchi regionali annuali: una lista a cui ci si iscrive su domanda, e da cui gli uffici potranno attingere dal 2026/27 quando, in una regione, risultino esaurite le graduatorie dei concorsi utilizzabili per le immissioni in ruolo.
Il requisito centrale è aver superato la prova orale (raggiungendo almeno il punteggio minimo) in un concorso bandito dal 2020 in poi, per posto comune o sostegno (infanzia, primaria, secondaria).
Restano esclusi i docenti già di ruolo e chi ha già una nomina a tempo determinato finalizzata al ruolo.
Negli ultimi mesi il Ministero ha illustrato una bozza di provvedimento attuativo alle organizzazioni sindacali:
Gli elenchi sarebbero ordinati per “fasce” cronologiche: prima gli idonei dei concorsi più datati (es. 2020), poi quelli successivi (PNRR1, PNRR2…), e dentro la stessa fascia conta il punteggio.
2) Punteggio: si va verso “solo prove”, niente titoli
Una delle novità più discusse è l’orientamento a considerare solo i voti di scritto e orale (o medie con prova pratica, se prevista), escludendo i titoli per evitare disparità dovute a valutazioni non uniformi delle commissioni. Alcune sigle hanno chiesto almeno il riconoscimento del servizio, ma la direzione del Ministero sembra andare verso una graduatoria “pulita” basata sulle prove.
3) Si può scegliere UNA regione (anche diversa da quella del concorso)
La bozza consentirebbe di iscriversi in una sola regione, e la regione potrebbe essere diversa da quella in cui si è svolto il concorso; inoltre sarebbe possibile cambiarla negli aggiornamenti annuali. È un punto decisivo perché rende gli elenchi uno strumento anche di mobilità interregionale per chi punta al ruolo più rapidamente.
4) Domande online e “finestra” breve
Dalle informative sindacali emerge una finestra temporale stringente: presentazione telematica, con scadenza entro circa 19–20 giorni dall’avviso. Diverse comunicazioni indicano come canale il Portale unico del reclutamento (INPA).
